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Ispirazione e storie di successo

Tax Control Framework: un nuovo orizzonte per la fiscalità d’impresa in Italia

Il sistema fiscale italiano si apre a una nuova fase con il Tax Control Framework
(TCF), uno strumento che non rappresenta più un’esclusiva delle grandi
aziende, ma si configura come una reale opportunità anche per le PMI.
L’adozione di un assetto di controllo fiscale adeguato diventa oggi una leva
strategica per le imprese che vogliono rafforzare la propria affidabilità, ridurre i
rischi e migliorare il dialogo con l’Amministrazione finanziaria.
Una scelta strategica per le imprese
Il TCF è un sistema strutturato di governo e controllo dei rischi fiscali, che
consente alle aziende di gestire in modo proattivo e trasparente i propri

adempimenti tributari. Il suo valore non si limita all’ambito tecnico-contabile,
ma si estende a tutta la governance aziendale, diventando uno strumento di
consolidamento della reputazione fiscale e del rapporto di fiducia con l’Agenzia
delle Entrate.
Perché adottare il Tax Control Framework?
Le imprese che scelgono di dotarsi di un TCF traggono numerosi benefici:

  • Maggiore trasparenza fiscale nei confronti dell’Amministrazione e degli
    stakeholder;
  • Riduzione del rischio di contenziosi e sanzioni, grazie a una gestione
    preventiva e documentata delle tematiche fiscali;
  • Relazione fiduciaria e stabile con l’Agenzia delle Entrate, nell’ambito di
    un modello di “adempimento collaborativo” già promosso a livello
    europeo.
    Un vantaggio competitivo, anche per le PMI
    In un contesto economico sempre più attento alla compliance e alla
    sostenibilità aziendale, il TCF rappresenta per le imprese italiane un fattore
    distintivo e un vantaggio competitivo. La sua adozione dimostra capacità di
    visione, responsabilità e apertura al cambiamento, elementi chiave per
    affrontare le nuove sfide fiscali e di mercato.
    Il Tax Control Framework non è più il futuro: è il presente di un’impresa
    moderna, trasparente e credibile.

Per approfondire, è disponibile l guida dell’Agenzia delle Entrate dedicata al TCF.

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Fisco e imprese

Credito d’imposta ZES Unica 2025: un’occasione imperdibile per le imprese del Mezzogiorno

Le aziende che puntano a investire nel Sud Italia possono contare su un potente strumento di sviluppo: il credito d’imposta ZES Unica 2025. L’agevolazione fiscale, dedicata alle imprese che operano nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno, rappresenta una leva concreta per favorire investimenti produttivi e rilanciare il tessuto economico del Sud.

A chi è rivolto?
Il credito è destinato a tutte le imprese che acquistano beni strumentali o immobili destinati a strutture produttive localizzate nelle aree ZES del Mezzogiorno.

Spese ammissibili
Sono coperti dal beneficio fiscale:

  • Gli investimenti effettuati tra il 1° gennaio e il 15 novembre 2025;
  • I progetti avviati nel corso del 2024 ma non conclusi entro il 31 dicembre dello stesso anno;
  • Gli acconti versati a partire dal 20 settembre 2023 per investimenti programmati a partire dal 1° gennaio 2025.

Entità del credito

Il credito d’imposta può coprire fino al 60% delle spese sostenute, offrendo un’importante agevolazione per chi intende espandere o modernizzare la propria attività nel Mezzogiorno.

Tempistiche per la domanda
Le imprese potranno presentare la domanda dal 31 marzo al 30 maggio 2025. È consigliabile iniziare fin da ora a pianificare gli investimenti e predisporre la documentazione necessaria. Questa misura, fortemente attesa dal tessuto imprenditoriale meridionale, si inserisce in un piano più ampio di rilancio delle regioni del Sud, favorendo competitività, occupazione e innovazione. Un’occasione da cogliere per chi crede nel potenziale del Mezzogiorno.

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Economia sostenibile

Il Sud Italia protagonista della crescita in Borsa: il 55% dei nuovi capitaliarriva dalle medie imprese del Mezzogiorno

Nel 2024, le medie imprese del Sud Italia hanno conquistato un ruolo da
protagoniste sui mercati azionari, registrando performance straordinarie e
contribuendo in modo decisivo alla crescita del mercato Euronext Growth
Milan. A certificarlo sono i dati dell’Osservatorio ECM Euronext Growth Milan,
elaborati dalla società di consulenza IRTOP Consulting, che fotografano un
Mezzogiorno dinamico, competitivo e sempre più centrale nei processi di
sviluppo del sistema economico nazionale.
Crescita da record per le aziende meridionali
Secondo l’analisi, il 55% dei nuovi capitali raccolti attraverso le IPO su Euronext
nel 2024 proviene da aziende del Sud Italia, per un ammontare complessivo
pari a 94,3 milioni di euro. Le società meridionali che hanno scelto la
quotazione in Borsa sono sei, pari al 29% del totale nazionale, a testimonianza
della crescente apertura del tessuto imprenditoriale del Sud agli strumenti di
finanza evoluta.
Il profilo medio delle imprese del Sud in Borsa
Le imprese meridionali quotate presentano una capitalizzazione media di 54
milioni di euro e ricavi annui medi pari a 64 milioni di euro. Dati che
confermano una solidità strutturale e una visione imprenditoriale orientata alla
crescita e all’innovazione.
La Campania guida la rinascita economica
Tra le regioni meridionali, la Campania si distingue per numero di imprese
quotate e risultati ottenuti: sono nove le aziende campane presenti in Borsa,
con una raccolta media in IPO di 11,2 milioni di euro e ricavi medi che toccano i
64 milioni di euro. Un risultato che testimonia la vitalità dell’imprenditoria
locale e la sua capacità di affrontare con successo le sfide del mercato globale.
Le eccellenze campane

Tra le protagoniste della crescita troviamo realtà di eccellenza come:
● Convergenze S.p.A. Società Benefit: attiva nei settori delle
telecomunicazioni e dell’energia, con un forte orientamento alla
sostenibilità;
● Almawave S.p.A.: specializzata in intelligenza artificiale e analisi del
linguaggio naturale, è tra le pioniere nel campo dell’innovazione
tecnologica;
● GM Leather Industries S.p.A.: leader nella produzione di pellami per il
settore del lusso, un connubio perfetto tra tradizione manifatturiera e
capacità competitiva internazionale.

Un cambio di paradigma per il Mezzogiorno
Questi risultati raccontano di un cambio di paradigma economico: le medie
imprese del Sud non sono più realtà marginali, ma veri e propri motori di
sviluppo e competitività. Il Mezzogiorno emerge come protagonista
dell’economia italiana, con un modello imprenditoriale fondato su
sostenibilità, innovazione e apertura ai mercati finanziari.
Investire nel Sud oggi significa scommettere su una nuova visione di crescita,
capace di generare valore duraturo per l’intero Paese.